30 giugno 2008

Pianificare il ripristino rapido del PC

Una delle esperienze più comuni e destabilizzanti è quella che viviamo quando il nostro PC diventa intrattabile: lentissimo, alcuni programmi non funzionano più, la posta elettronica non arriva, non si riesce a navigare. Insomma, un disastro.
Un virus? Un programma incompatibile? L’analisi del problema e la sua soluzione possono essere un incubo.
Alcuni virus si installano in modo abbastanza radicato, e rendono molto difficile il ripristino completo della macchina. E, in ogni caso, è già un problema capire quale sia l’origine del problema. Figurarsi poi trovare la soluzione! Si passano ore lanciando antivirus, antispyware, anti-rootkit, cercando di ripristinare il registry, reinstallando programmi che si rifiutano di funzionare, cercando codici di attivazione e via soffrendo.

Alternativa?


L’alternativa esiste, e consiste nel fare una COPIA del disco fisso! In questo modo, appena inizieranno a manifestarsi i problemi, sarà possibile ripristinare la precedente funzionalità del PC in pochi minuti, giusto il tempo di ripristinare la copia del disco fisso.
Si, bravo! Così mi perdo tutti i dati che ho accumulato nel frattempo, tutte le email, tutti i documenti, tutti i fogli excel, tutti i files mp3 e tutti i preziosi video porno di Karin Shubert! E poi dove cavolo (ho detto cavolo!) lo faccio un backup di 120MB?
Ma no! Tranquillo. Nei punti seguenti ti spiego l'arcano.
Normalmente il tuo PC si presenta con un unico disco fosso, chiamato C.





Con un programma apposito di Disk Partitioning (io uso da anni Boot-it NG che è free, ma vanno bene anche Acronis o Partition Magic che sono a pagamento) dividi il tuo disco fisso in due partizioni, come se fossero due dischi diversi, C: e D:. Conviene ridimensionare la partizione C in modo che abbia spazio per il sistema operativo e per i programmi. Per un PC con windows XP 10GB dovrebbero bastare. Diciamo anche 20GB per esagerare. Tutto il resto in partizione D, per i dati.






Nella partizione C: installi Windows, tutti i programmi, gli antivirus, i firewall, gli accessori, tutto quello che serve ai mille lavori che facciamo con il PC. Fatti venire in mente tutto quello che ragionevolmente può servirti. Questo lavoro lo fai una volta sola, una volta per tutte.
Modifichi poi le impostazioni dei programmi di posta in modo che tutta la posta elettronica venga archiviata sul drive D:
Modifichi anche la posizione della cartella documenti (basta fare click destro sulla cartella documenti, scegliere proprietà e la voce sposta), in modo che punti ad una cartella sul drive D:
Modifichi le impostazioni di tutti i programmi che puntano ad una cartella dati, in modo che puntino ad una cartella sul drive D:. Per inciso, molti programmi (es: Office) puntano automaticamente alla cartella documenti. In questo modo, se tu allochi la cartella documenti sul drive D:, questi programmi punteranno automaticamente sul drive D:

A questo punto usi un programma di drive-imaging e fai una copia della partizione C, e la metti su D, in una cartella nascosta e protetta.







Ecco fatto!
In questo modo hai una copia aggiornata del solo drive C, quello con il sistema operativo ed i programmi. Questa copia ce l’hai nascosta su D.

Se, un domani, qualcosa andasse storto, ti basterebbe prendere la copia che hai sul drive D, ripristinarla sul drive C, e come d’incanto torneresti alla tua installazione funzionante e pulita! Ma con una bella differenza: tutti i tuoi dati, musica, film, posta elettronica e quant’altro sarebbe salvo sulla partizione D! Non perderesti niente (sempre che il virus non abbia fatto danni anche nella partizione dati….).








E' importante, dopo aver fatto un ripristino, aggiornare gli antivirus e gli antispyware ed eseguire una accurata scansione della partizione D, nella quale potrebbero essersi annidati virus e malware vari.

Controindicazioni?

Certo, qualcosa può andare storto. Il processo di drive-imaging (copia di una partizione) può andare male, in quel caso potresti perdere tutto. A me non e’ mai successo, ma dipende dal tuo coefficiente di sfiga. Sei nato di venerdì 13?
E poi chissà quanti programmi hai installato dopo aver fatto la copia della partizione C. In quel caso dovresti reinstallare di nuovo tutti quei programmi. Certo! Ma vuoi mettere la libidine (ed il risparmio di tempo!) di non dover reinstallare windows, office, tutta la posta elettronica, tutti i segnalibro di explorer, tutti i programmi audio/video, tutti gli antivirus, firewall ecc? Male che vada hai risparmiato una giornata di lavoro! E poi ti accorgerai, al momento di reinstallare qualche cavolatina, che in fondo non ti serviva neanche tanto!

Trucchi

Ci sono alcune scelte che agevolano grandemente questa operazione:
La prima è quella di utilizzare programmi che permettano di archiviare tutti i dati in una sola cartella, la cui posizione possa essere definita. Ecco alcuni programmi che lavorano in questo modo:
1. OPERA: è un programma di navigazione internet + email + feed RSS + newsgroup. Permette di archiviare TUTTO in un’unica cartella. In questo modo tutti i segnalibri, tutte le email, tutti i feed verranno automaticamente salvati nella partizione D.
2. FIREFOX: programma di navigazione internet analogo ad Opera, ma senza l’email (vedi Thunderbird). Permette di archiviare tutti i dati di navigazione in una sola cartella.
3. THUNDERBIRD: programma di gestione email. Come sopra.

L'utilizzo di programmi alternativi rispetto ai soliti Internet Explorer e Outlook Express (nativi di windows) concede fra l'altro una migliore immunità a molte delle trappole informatiche, che sono proprio pensate per approfittare delle breccie di IE e OE.

Precauzioni

Questa attività non è complessa, ma richiede quel minimo di esperienza informatica, da utente smart. Se hai bisogno di aiuto, lasciami pure un messaggio sul blog.

Resta inteso ad ogni modo che in questo genere di applicazioni qualcosa può andare male. é quindi indispensabile avere un backup aggiornato di tutti quei dati, documenti, foto, film e quant'altro tu ritenga importante.
Questa attività di backup de dati, per altro, dovrà essere portata avanti con regolarità. L'operazione che abbiamo eseguito, salvando una copia del disco C sul disco D, mette al riparo i programmi, e non i dati. Per la sicurezza dei dati non resta altro che un regolare backup.

Un'ultima considerazione: a volte capita di dover installare un altro programma importante, che non era stato installato al momento della crazione dell'immagine di C su D. In questo caso, se siamo del tutto sicuro di avere un PC pulito, esente da virus, spyware e quant'altro, possiamo azzardarci a fare un'altra immagine, da affiancare alla prima, o sostituendola (se non vogliamo dedicare troppo spazio alle immagini). Ma si tratta di un'operazione che sconsiglio, soprattutto se è passato parecchio tempo rispetto alla creazione della prima immagine. Piuttosto si può usare questa procedura:
1 - ripristinare su C l'immagine salvata su D. In questo modo saremo SICURI di avere il PC in condizioni iniziali, pulito e sicuro.
2 - aggiornare antivirus e antispyware
3 - eseguire tutte le scansioni antivirus e antispyware del caso, in modo da elmininare eventuali schifezze annidate nel drive D dei dati.
4 - Installare il nuovo indispensabile programma
5 - Effettuare una nuova immagine di C su D, da affiancare a quella precedente o da sostituire.

In questo modo abbiamo buone probabilità di avere una immagine aggiornata e pulita di C su D.

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17 giugno 2008

Inquietudine e leggi liberticide

Sembra rituale parlare di leggi liberticide quando al potere c'è un governo di destra. Sembra il solito atteggiamento prevenuto delle sinistre che criticano sempre tutto, anche le cose buone, se vengono da destra.
In parte è vero. C'è un po' un gioco delle parti, che porta gli esseri umani di parte a criticare tutto quel che viene fatto dagli altri, anche se è esattamente quel che avrebbero fatto loro, se fossero stati al potere. Difficile restare lucidi. E' un po' come per i tifosi di calcio. La stessa identica decisione arbitrale viene giudicata in modo diametralmente opposta, a seconda che uno appartenga ad una squadra o all'altra.
Pagato doveroso pegno al nostro essere partigiano, cercando quindi di fare la tara alla nostra indignazione, a me resta la netta sensazione che la compagine governativa abbia deciso di approfittare del momento di percezione positiva da parte dei cittadini per far passare una serie di leggi che riducano di molto gli spazi di libertà di informazione.
A parte la banale considerazione del fatto che la quasi totalità delle reti TV nazionali e di molti giornali è in un modo o nell'altro sotto il controllo governativo, l'ultimo passo del governo è ora la legge che riduce di molto l'uso delle intercettazioni telefoniche e vieta di fatto qualsiasi tipo di informazione giudiziaria. I dettagli li puoi leggere nel post qui sotto, tratto integralmente dal blog di Marco Travaglio. Ma voglio ancora aggiungere che, con la legge così come viene proposta, sarebbe nei fatti impossibile raccontare alla gente cosa sta succedendo alla sanità milanese, e la gente continuerebbe ad andare a farsi scannare alla clinica S.Rita. Così come i cittadini non avrebbero saputo (essendo il processo ancora in corso) che Fiorani si fregava i soldi dalla Banca di Lodi. Senza l'informazione giudiziaria noi verremmo a sapere di certe situazioni solo a processo concluso. Impossibile quindi anche organizzare, senza informazione, le "class action" (che tanto stanno sulle scatole al potere economico!). Come faccio ad aderire ad una azione legale collettiva se la stampa non mi informa sullo stato delle cose?
Ad ogni modo meglio leggere cosa scrive Marco Travaglio nel suo blog oppure puoi guardare il video


Ecco il testo integrale del post di Travaglio:

16 Giugno 2008

Cortina di ferro per i delinquenti

Riporto il testo integrale dell'intervento di Marco Travaglio:

"Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo ricominciare a parlare di
intercettazioni, perché questo è quello che offre il convento e quello che
chiedono anche gran parte dei frequentatori del blog di Beppe e del blog
nostro - voglioscendere - e di tanti altri che si stanno sintonizzando con
noi, il lunedì alle due. Ne parliamo, anche se presto dovremo occuparci
anche di altre leggi vergogna, che sono quelle, per esempio, del ritorno all
'impunità per le alte cariche (soprattutto di quella bassa) lodo Schifani
bis, ma questa - ogni giorno ha la sua pena - la vediamo un'altra volta.

È interessante, ora che finalmente abbiamo un testo che sembrerebbe
definitivo per quanto riguarda il cosiddetto disegno di legge
Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle intercettazioni, capire che cosa succede
esattamente. Capire quelli che i telegiornali non solo non ci dicono, ma che
addirittura cercano di nasconderci. Mentendo anche sulle parole. Questa non
è una legge sulle intercettazioni. È anche una legge sulle intercettazioni.
Ma questa è una legge che abolisce di fatto la cronaca giudiziaria per tutta
la lunga fase delle indagini, fino all'inizio del processo. Cioè da quando
viene commesso un fatto, a quando viene scoperto, a quando viene processata
la persona sospettata di averlo commesso, i cittadini non potranno più
sapere nulla.

Cominciamo però a vedere il primo versante, cioè quello delle
intercettazioni, laddove non saranno più possibili e con quali conseguenze
tutto ciò avverrà. Ce l'hanno condita e intortata dicendoci che negli altri
paesi ce ne sono meno. Ho sentito ancora ieri qualche demente in
televisione, naturalmente ministro, dire che negli Stati Uniti vanno avanti
a reprimere i reati con 1.500 intercettazioni all'anno, in un paese che ha
il quintuplo della nostra popolazione. Com'è possibile invece che noi
abbiamo 125.000 intercettazioni all'anno e ancora non siamo contenti? In
realtà, l'abbiamo già visto, noi non abbiamo 125.000 intercettazioni. Noi
abbiamo 75.000 decreti per intercettare che riguardano spesso i vari
telefoni di una stessa persona. Quindi le persone intercettate, l'altra
volta abbiamo detto essendo molto ottimisti 80.000, i magistrati calcolano
che siano circa 20-30.000 all'anno. Negli Stati Uniti non sono affatto
1.500. Sono milioni le persone intercettate, soltanto che la non risulta
nelle statistiche perché là a intercettare sono l'FBI, la CIA, i vari
servizi di sicurezza e le varie polizie locali e federali. Pensate,
Giancarlo Caselli soltanto nella procura di Torino ha calcolato che lo 0,2%
dei processi che si fanno contiene intercettazioni. Lo 0,2% dei processi.
Altro che "tutto intercettato, tutti intercettati". Comunque. Il fatto che
non si possa più intercettare per reati puniti con pene inferiori ai dieci
anni o quelli contro la pubblica amministrazione, significa che non potremo
più scoprire con le intercettazioni reati di: usura, truffe - anche le
truffe scoperte da De Magistris, le ruberie sui fondi Europei, sui fondi
regionali; l'Europa sarà contenta di noi - sequestri di persona. Se fosse
vera la leggenda secondo cui gli zingari rubano i bambini, ebbene se uno
zingaro ruba un bambino quello è un sequestro semplice perché non è a scopo
di estorsione e non può più essere scoperto con intercettazioni. Il
contrabbando, altra specialità delle mafie come l'usura. Lo sfruttamento
della prostituzione. La rapina. Il furto in appartamento...

Quante piccole gang o grandi gang di ladri vengono sgominate intercettando?
Non si può più. Associazione per delinquere; persino l'associazione per
delinquere. Lo scippo. L'incendio. La ricettazione: i ricettatori sono
quelli che smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene, nemmeno quello. La
calunnia. I reati ambientali: tutti i reati sull'ambiente, discariche, ecc.
Salute e sicurezza sul lavoro, per nulla più si potrà intercettare. Reati
ovviamente - quelli li sappiamo - reati economico finanziari. Pensate a
tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le frodi sull'IVA che
scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a recuperare un sacco di
evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti, nemmeno. Quando uno mette
sotto intercettazione tutti gli amici e i parenti e i possibili
favoreggiatori di un latitante e poi sta lì ad aspettare che qualcuno compia
un passo falso, non si potrà più fare. Perché? Perché c'è un'altra clausola
che dice che l'intercettazione può durare al massimo tre mesi. Dopodichè si
staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il latitante si fa beccare
entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di bosco più di tre mesi,
pazienza. Tempo scaduto. Lo Stato si da la scadenza. Mentre il latitante no,
ovviamente. Questo vale anche per i sequestri di persona. Voi sapete che
quando viene sequestrata una persona, tipo un bambino, si mettono sono
osservazione i telefoni della famiglia nella speranza di risalire ai
telefoni dei sequestratori e di localizzarli. Bene, anche qui dopo i tre
mesi si stacca tutto. Quindi, o l'anonima sequestri ci fa il favore di
restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni, oppure sennò
pazienza. Chi si è visto, si è visto. Altra genialata: ci vorranno tre
giudici, non più un GIP, tre giudici per decidere su un'intercettazione.
Pensate che in Italia il GIP monocratico, cioè lui da solo, può condannare
addirittura per omicidio, ti può dare trent'anni per omicidio con rito
abbreviato. Bene, da solo potrà condannarti per omicidio, ma non potrà più
autorizzare l'intercettazione di un telefonino. Pensate l'assurdità. Ci sono
tribunali che hanno dieci giudici in tutto, i quali dovranno fare: in tre il
collegio per autorizzare le intercettazioni, poi un quarto dovrà fare il
GIP, poi un altro dovrà occuparsi del processo e alla fine non si troveranno
più i giudici che potranno occuparsi tutti dello stesso processo e quindi si
bloccherà la giustizia nei posti medio-piccoli. Perché? Perché i giudici
diventano incompatibili quando hanno deciso una volta su un caso.

I giudici non potranno più parlare. Le due magistrato che hanno fatto
arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano hanno fatto una
conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per spiegare ai cittadini
che cosa era successo, per metterli in guardia da quello che era successo. D
'ora in poi, quando entrerà in vigore questa legge porcata, il fatto che
hanno parlato della loro inchiesta nella conferenza stampa fa sì che debbano
lasciare l'inchiesta. Non possono proseguirla loro, la devono lasciare a
qualcun altro. Se un magistrato parla male di Provenzano, non potrà più
indagare su Provenzano. Perché si è già pronunciato. Non sto parlando del
giudice che dovrà giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega
quali indizi ha raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori
della clinica.

Quindi, non solo i giornalisti non possono più raccontare le inchieste, ma
non le possono più raccontare neppure i magistrati, sennò perdono l'
inchiesta all'istante. Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per
conservare la sua inchiesta, c'è modo di farlo fuori lo stesso. Decide l'
imputato. Se l'imputato denuncia il suo pubblico ministero, o meglio, se l'
indagato denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di
notizie che magari non ha fatto - tipo De Magistris, adesso sta venendo
fuori che le fughe di notizie le facevano i suoi superiori per farle
ricadere su di lui - facciamo il caso che uno viene denunciato nella procura
vicina per avere fatto una fuga di notizie - non si sa se è vero o non è
vero - bene, il fatto stesso che sia stato denunciato consente al suo capo
di levargli l'inchiesta. Anche se lui non ha fatto niente. Quindi è l'
imputato che decide in qualche modo di scegliersi il suo pubblico ministero.
Se gli piace perché è morbido, se lo tiene, sennò lo denuncia e il capo gli
toglie l'inchiesta.

C'è una "normina", l'avrete forse letta, la "salva-preti". Dopo la
"salva-Previti" adesso abbiamo la "salva-preti" per cui se uno è un
cittadino normale, niente, legge normale. Se invece è un sacerdote, per
indagare bisogna avvertire il suo vescovo. Dopodichè, se viene indagato un
vescovo - ed è capitato anche recentemente - allora bisogna avvertire la
Segreteria di Stato vaticana, cioè un ministero estero per processare un
cittadino italiano. Un gentile omaggio al Vaticano. Uno dei tanti.

I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle
intercettazioni, ma riguarda l'abolizione della cronaca giudiziaria e una
pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di
essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico
subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti
giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori,
dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l'accusa, dei
decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia
cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari
dell'indagine sono non pubblicabili. Attenzione: non sono segreti, sono non
pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li
consegna all'avvocato e all'indagato, in quel momento cessano di essere
segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li
possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta,
perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di
pubblicare roba pubblica. Che è un'altra cosa. Infatti nella legge c'è
scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno
per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché
se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando
di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi
dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da
uno a tre anni di galera. Più un'ammenda che va a mille e rotti euro. "Va
beh - uno dirà - ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Sì, certo, non
per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere
condannati a pagare una multa fino a mille euro". Il problema è che qui la
pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due
assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa? Significa
che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a
un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia
fino a due anni c'è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a
tre anni di può chiedere l'affidamento al servizio sociale, come Previti.
Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più
segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo - nove per
tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va
fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all'
affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre
anni e si va direttamente in galera. Quindi bastano quattro articoli, a un
giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un
libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per
finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più
nessuno, salvo i poveracci. Bene i giornalisti concretamente rischieranno di
andarci per quel meccanismo del minimo di pena, che è molto alto - un anno -
e l'associazione obbligatoria con la multa, che non è sostitutiva, ma
associata. Allora che cosa succederà? Succederà che nessuno scriverà più
niente, a meno che non sia un masochista e voi non saprete più niente. Di
tutta la lunga fase delle indagini finché non inizia il processo. Ma se voi
mettete insieme i limiti alle intercettazioni - quello che i giudici non
potranno più scoprire - e i limiti alla pubblicazione - quello che i
cittadini non potranno più sapere - voi avete il quadro di una filosofia che
individua esattamente nei due poteri di controllo democratici rispetto al
potere politico, i nemici da abbattere, i nemici politici numero uno, i veri
criminali del nostro paese, la vera emergenza sicurezza è rappresentata
dalla presenza di giornalisti che informano e magistrati che indagano e
quindi dagli al giornalista e dagli al magistrato. È una legge liberticida
che ha almeno il pregio della chiarezza: individua nei poteri di controllo i
nemici del potere e li abbatte.

Il risultato qual è? È che non si potrà più scoprire uno scandalo come
quello del SISMI, delle deviazioni dei dossieraggi di Pollari e Pompa.
Pensate che hanno trovato a Pompa centinaia di migliaia di dossier su
giornalisti, politici, magistrati, ritenuti pericolosi, non per la sicurezza
dello stato, mica è Al Qaida, pericolosi per Berlusconi. Questo scandalo non
si potrà più scoprire. Un sequestro come quello di Abu Omar non si potrà più
scoprire, perché non è stato un sequestro a scopo di estorsione, era un
sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai dieci anni. Non si
potrà più scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia da una ipotesi
di frode. Solo dopo si arriva a scoprire l'associazione a delinquere.
Quindi, non sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si
sarebbe scoperta l'associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si
fosse scoperta, per assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non
sapremmo ancora niente ora, perché il processo non è ancora iniziato - il
processo di Napoli su calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle
scalate bancarie e al Corriere della Sera dei furbetti del quartierino.
Perché? Perché i reati finanziari non sono più compresi, quindi i magistrati
non avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto scoprire che Fazio
avvertiva segretamente Fiorani di notte e che Fiorani gli mandava i bacetti
e che turbavano completamente il mercato perché l'arbitro tifava per una
squadra anzi ne faceva parte, era il capitano non giocatore, anzi capitano
giocatore. In ogni caso i giornali non avrebbero pubblicato ancora adesso
visto che il processo per Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per
Ricucci, Rizzoli Corriere della Sera, non è ancora iniziato. Siamo alla fine
delle indagini.

La clinica degli orrori. Abbiamo sentito questo - mi dispiace dirlo, ma
tecnicamente si chiama così - ignorante, uomo che ignora la materia di cui
dovrebbe occuparsi. Questo ignorantissimo ministro "ad personam" Angelino
Alfano ridacchiare in televisione e dire: "Ma figuriamoci, un processo di
omicidio nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche oggi perché noi
l'omicidio l'abbiamo compreso nei reati per cui si può intercettare". Già.
Peccato che l'indagine nella clinica Santa Rita sia partita da
intercettazioni disposte per truffa e falso. Due reati puniti con pene sotto
i dieci anni, quindi oggi non più "intercettabili", quindi da lì non si
sarebbe più potuto scoprire che questi non solo facevano i falsi delle
cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano la gente. Non si potrebbe più
scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che si potesse ancora
scoprire, noi non potremmo più raccontarlo e voi non potreste più saperlo.

Pensate che bellezza per i risparmiatori dell'Antonveneta non sapere ancora
adesso che quello che li vuole comprare, cioè Fiorani, è uno che mette le
mani nei conti dei correnti della Popolare di Lodi. E pensate che bellezza
per i correntisti della Popolare di Lodi non sapere che fine fanno i soldi
che loro pensano di avere messo al sicuro nella Banca di Lodi. E non
potrebbero organizzarsi per denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora lì.
Anzi, avrebbe comprato l'Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla
pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi
di vertice della sua banca.

E Fazio sarebbe ancora lì. E Moggi sarebbe ancora lì a truccare i campionati
con tutta la sua banda. Perché? Perché non si saprebbe niente e quindi, in
base a cosa puoi mandare via uno se non è stato ancora processato e non si
sa nemmeno che cosa ha fatto?

Pensate ai malati della clinica che si ritrovano senza uno o due organi,
oppure con l'organo al posto sbagliato, il fegato al posto del cervello, la
milza al posto del tendine, ecc. che si stanno organizzando in una class
action per chiedere i danni a quegli scannatori che li hanno ridotti così, o
a i parenti di quelli che sono già morti, che si stanno organizzando per
chiedere i danni. Bene non saprebbero nemmeno quello che è successo. Non
verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i danni, perché non saprebbero di
aver subito i danni e ci sarebbero persone che pensano che i loro congiunti
sono morti per una tragica fatalità, perché era giunta la loro ora, mentre
invece sono stati massacrati dall'ospedale e poi sono stati pure falsificati
i referti nelle loro cartelle cliniche.

Scalfari ieri su Repubblica ricordava che se la mafia è stata condannata la
prima volta nella sua storia al maxi processo, è stato perché i giornali
hanno raccontato che cosa faceva la prima sezione della Cassazione
presieduta da Carnevale che annullava regolarmente le condanne di mafia, per
cui per fortuna, su input di Giovanni Falcone, il ministro Martelli chiese
al presidente della Cassazione di fare un turno nelle presidenze dei
processi di mafia, in modo che non presiedesse solo Carnevale ma anche
qualcun altro. Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la mafia fu
condannata per la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta mafiosa,
ma intanto abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.

Perché è successo tutto questo? Perché la stampa ha potuto esercitare un
controllo su quelle zone d'ombra della magistratura, perché mica i
magistrati sono tutti buoni.

Il caso di Rignano Flaminio, cioè un'indagine probabilmente farlocca dove
era state accusate ingiustamente delle persone, almeno questo è quello che è
emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali, giornalisti come Bonini,
per esempio, di Repubblica, ma anche del Corriere della Sera, hanno svelato
la debolezza dell'impianto accusatorio e quindi quando l'informazione fa il
suo dovere, esercita un controllo democratico sui magistrati.

Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza sapere cosa
stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non sbagliare.
Oppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono costretti a
fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si scrive più
niente sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno sbagliate e
finiranno sbagliate. Avremo più errori giudiziari. Come faremo a sapere come
si difende una persona se non potremo pubblicare il suo interrogatorio.
Quindi magari, chi si difende ha ragione e chi lo accusa ha torto, ma noi
non lo potremo sapere.

Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto ciò. Gli editori
saranno sempre più frenati dal consentire ai giornalisti di pubblicare cose
a rischio, perché? Perché a loro volta rischiano una multa fino a 400.000
euro - ogni articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di
essere portati a processo non solo come singoli editori, ma anche come
società, in base alla legge 231 sulla responsabilità giuridica delle
società. Per evitare alla società di finire in tribunale con ripercussioni
sulla Borsa, che cosa devono dimostrare gli editori? Di aver adottato tutte
le precauzioni all'interno della loro azienda, cioè all'interno del
giornale, della televisione o della radio, per impedire la commissione di
questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che cosa faranno per
dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili di eventuali
violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori?
Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa
legge.

In più, ogni volta che un giornalista verrà indagato per pubblicazione
indebita di atti, la procura dovrà per leggere mandare la notifica all'
Ordine dei Giornalisti che potrà sospendere il giornalista fino a tre mesi.
Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono per tre mesi e tu per tre mesi
non lavori. Fai quattro articoli e non lavori per un anno. Se l'Ordine
ottempererà, ma bisogna vedere se avrà la possibilità di non ottemperare a
questa sanzione disciplinare, perché l'ordine è tenuto a rispettare le leggi
esistenti.

Voi capite che cosa è stato messo in piedi? È stato messo in piedi un
meccanismo di regime - l'altra volta abbiamo parlato di prove tecniche di
fascismo - qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo prove, lo
stanno attuando. Un regime moderno. E per chi fosse nostalgico dei regimi
passati, mandano anche l'esercito per le strade, perché si capisca cosa sta
succedendo.

Io vi posso dire quello che ho scritto sull'Unità e cioè che io farò
disobbedienza civile rispetto a questa legge. Farò obiezione di coscienza.
Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riuscirò a procurarmi - e che
farò di tutto per procurarmi come sempre - li pubblicherò. E integrali, e
nel contenuto e nel riassunto o come mi gira in quel momento, perché penso
che questo sia il mio dovere, altrimenti dovrei cambiare mestiere.

Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che abbiamo
lanciato dall'Unità e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni di
moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognerà prepararsi a fare da
cavie per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti
alla Corte Costituzionale, davanti alla Corte Europea di Giustizia, questa
legge veramente infame.

Dopodichè speriamo di riuscire anche per via referendaria a cancellarla. Da
questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo settore
sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net, dove
Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i leader dell'opposizione a
manifestare.

Se i leader dell'opposizione non vorranno manifestare, cosa abbastanza
probabile, bisognerà organizzarsi e quindi, Beppe preparati!

Voi sappiate che questa non è una legge contro i giornalisti, non è un legge
sulle intercettazioni, è una legge contro di voi per impedirvi di sapere.

Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere. Questo è lo
slogan di questa legge infame. Passate parola. A lunedì."

4 giugno 2008

Prima le case agli italiani

Dal blog di Alessandro Zilioli

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/06/04/prima-le-case-agli-italiani/

*Prima le case agli italiani*

Non mi succedeva da tanto tempo, mi è successo ieri sera.

Stavo distrattamente guardando il servizio di un tg sui Sinti di
Mestre, quando è arrivato qualcuno (giuro, ho rimosso chi fosse
esattamente, forse Gasparri) a ripetere la stessa identica frase che
sento da almeno vent'anni, quella che «prima bisogna dare la casa agli
italiani».

Ecco, non mi succedeva da tempo ma ho provato un misto di stanchezza,
senso di vuoto e vergogna e ho preso il telecomando per sentire
qualsiasi altra cosa, qualsiasi cosa che non mi facesse pensare: tipo
Striscia la notizia o il dibattito su Mourinho in una tivù locale.

E' che a un certo punto - davvero - a un certo punto passa la voglia
di argomentare, di elaborare pensieri, di contrapporre la testa alle
intestina.

Va bene, va bene, avete ragione, «prima la casa agli italiani», agli
zingari manco un prefabbricato perché sono zingari, è giusto così,
anzi bruciategli pure gli accampamenti, a me che me frega.

Io tanto cambio canale e guardo il dibattito su Mourinho a Telelombardia.