Guerra di religione o contrapposte idiozie?

Allora, è ormai ufficiale che mi piace farmi del male, e con cadenza quasi giornaliera apro le pagine virtuali del sito del quotidiano “ilGIornale”. Solitamente è una cosa che non reggo per molto. Giusto il tempo di leggere un articolo e dare un’occhiata ai commenti, e la misura è subito colma. 

Oggi la cosa è durata qualche minuto di più, la mia attenzione è stata catturata da questo articolo:

Una grande Croce distrutta a Lesbo in Grecia. Un sacrilegio compiuto col sostegno delle Ong che dicono: “offende i migranti”. Silenzio del Papa.

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Certo che detta così pare inquietante, perché mai qualcuno dovrebbe abbattere una croce? Senza se e senza ma, una cosa del genere è una cosa indecente, cretina. Partiamo da qui. 

E poi facciamo un passo in più. La croce non è li da sempre. E’ stata eretta a settembre. Ho fatto una ricerca in rete, in inglese, tanto per uscire dalle pastoie della politicuzza localle e delle sue strumentalizzazioni. E non son riuscito a capire chi avesse eretto questa croce, e con quali propositi. Ho solo letto che la croce era stata eretta ad Apellia, nei pressi del castello di Mytilene, in onore dei tanti morti in mare. Già questa cosa mi pare strana. Nel senso che sembra fatta apposta per contrapporre un simbolo religioso cristiano (“IL SIMBOLO”) ai tanti migranti solitamente non cristiani che arrivano nuotando sulle coste di Lesbo, quando non muoiono nel tentativo di farlo. Ora, se proprio uno vuole erigere un monumento per celebrare i morti in mare, visto che la maggioranza di questi sono musulmani, dovrebbe magari evitare di usare un simbolo religioso. Magari, che so, una cosa come quella che c’è a Piazza Verga a Catania 

 

Questa si che ricorda il mare, la barca, le onde, il naufragio, la lotta contro la morte. Se fossero stati sinceri, avrebbero fatto qualcosa del genere. E invece no, la croce. C’è o non c’è un intento conflittuale? E’ o non è un messaggio di contrapposizione, un dire “attento migrante che arrivi, questa è un paese cristiano, questa è la Croce che rappresenta la nostra religione”. E di questi tempi, è praticamente una dichiarazione di guerra. O quanto meno un messaggio di contrapposizione, non certo di unione. 

Ma teniamoci forte, i quattro passi nella follia non sono terminati. 

Pare, e dico “pare” perché di fonti sicure non ne ho trovate, pare dunque che le organizzazioni locali di aiuto ai migranti (le diaboliche ONG finanziate ovviamente da Soros, il diavolo in persona!) abbiano protestato per questa improvvida iniziativa. Fin qui ci può anche stare. Ma pare che la motivazione fosse: ” the coexistence group claimed that the cross was placed there to prevent migrants from swimming”. Insomma le associazioni sostengono che la croce è stata messa li per impedire ai migranti di nuotare. E questa mi pare delirante. Già mi suona incomprensibile il fatto che i migranti possano dirsi infastiditi dai simboli religiosi cristiani. E’ una cosa (pur vera) che non riesco a digerire. Ma che un migrante sul punto di morire possa fare dietro front, e magari andare a morire in mare aperto pur di non approdare su un’isola dominata dalla croce, mi pare davvero l’apoteosi dell’idiozia. Se qualcuno, delle associazioni di aiuto ai migranti, ha davvero detto e scritto una cosa del genre, è la prova provata che anche dove ci sono le migliori intenzioni imperversa furiosa la tempesta dell’idiozia. 

Idiota e provocatoria l’idea di erigere la croce, idiota quella di pensare che la croce possa impedire ai migranti di nuotare verso la salvezza.

E infine, ultimo passo nel delirio, qualcuno ha pensato bene di abbattere la croce a mazzate. Fantastico. Così il cerchio dell’idiozia è completo.  Che senso ha abbattere un simbolo religioso, pur se eretto con le peggiori intenzioni? Si protesta contro le guerre di religione, contro le crociate portate avanti da sovranisti deliranti, e per farlo si abbatte un simbolo religioso?

Ho proprio la sensazione che la follia, anzi, l’idiozia stia dilangando a macchia d’olio.

 

 

So tutto io

Mi è venuto in mente di scrivere questo post leggendo un articolo sulla sperimentazione dei camion elettrici che sta partendo sulla BreBeMi.

Non è tanto la cosa in se, che può interessare o meno, quanto il tenore dei commenti. La maggior parte sono livorosi e saccenti. Cito:

  • spero sia uno scherzo
  • Brebemi… non sanno più che inventarsi… 
  • Serio? Questa porcheria è innovazione? Alla faccia della mitigazione e compensazione ambientale… Da bloccare subito questo scempio.

e così via. Questa modalità è ormai diffusissima. Io la chiamerei “modalità bar sport”, dove ognuno si sente più intelligente e preparato del CT della nazionale o dell’allenatore di una qualsiasi squadra di serie A. E lo stesso per quanto riguarda la politica. Tutti allenatori, tutti potenzialmente uomini politici dalle grandi vedute. E però inascoltati (come tutti i grandi geni),  e però ridotti a spararle grosse al bar sport, meglio se dopo qualche bicchiere.  O sul blog preferito, meglio se anonimi. Questa gente sa tutto, ha già visto tutto, ha già studiato tutto. Non sbaglia mai ed è circondata da deficenti incapaci. Prova a dire la tua sul camion elettrico. Arriva subito lui e dice che è una cazzata. Lo stesso se si parla di auto elettrica, di riscaldamento globale o di qualsiasi altro argomento. Il So Tutto Io ha la risposta per tutto, e quel che dicono gli altri non vale niente.  Il STI non ha dubbi, ha solo certezze rocciose. A volte le cambia, ma sempre certezze rocciose sono. Ad esempio: una volta, negli anni 90/2000 era rocciosamente filoatlantico e a favore delle guerre, tutte, purché iniziate dagli USA. E chi era contro la guerra era un disfattista da mettere al muro. Adesso, con la stessa rocciosa sicurezza, è contro gli USA, a favore di Putin, e le guerre di una volta erano frutto del complotto massonico-giudaico delle élites.  Il STI non ha dubbi oggi come non li aveva allora. Girato di 180°, ma sempre roccioso. 

Il dubbio non lo sfiora. Il fatto che gli altri stiano sperimentando (ad esempio)  qualcosa di elettrico, con fatica, con dispendio di denaro e di speranze, per lui che sa già tutto è una perdita di tempo. O, peggio ancora, un complotto dei cinesi (o degli alieni) per mandare in crisi l’industria. 

Un minimo di buon senso, oltre che di rispetto per le idee altrui, consiglierebbe prudenza. Uno potrebbe dire “Questa cosa non mi convince proprio. Ma magari c’è qualcosa che io non so. Può anche essere che chi studia (per restare sull’esempio di apertura) l’applicazione del camion elettrico non sia un cretino completo. Forse hanno visto soluzioni che a me sfuggono”. Ma una simile insicurezza non si adatta al So Tutto Io, che essendo tutto d’un pezzo, non ammette esitazioni. 

Questo ipotetico (ma neanche tanto) personaggio spazia su quasi tutti i territori dello scibile umano. Difficile che ci sia qualcosa che non sa, su cui non nutra sicurezze rocciose. E allora lo trovi ovunque, che si parli di politica, di tecnologia, di ecologia o di morale. Chiedi a lui, saprà guidarti. Soprattutto al terzo bicchiere.