24 luglio 2009

Le grida

Oggi, andando in auto da Milano a Sanremo, ho avuto due piccole avventure degne di nota.
La prima, solamente radiofonica.
Sono incappato in uno di quei programmi giornalistici in cui il conduttore introduce un tema e poi lascia la parola alle telefonate degli ascoltatori.
In questo caso si parlava del vino, e del fatto che le recenti norme repressive nei confronti dell'uso d'alcool per chi guida stanno mettendo in sofferenza un settore che rappresenta una parte importante non solo della nostra economia, ma anche della tradizione alimentare e della cultura. Il tutto rendendo fra l'altro la vita impossibile a chi era abituato a bere un paio di bicchieri a tavola prima di uscire in auto.
Uno degli ascoltatori ha giustamente paragonato questa situazione a quella delle grida manzoniane. Tutti i governi, di qualsiasi parte, continuano ad affrontare i problemi con le grida, con esplosioni normative che servono solo a dare l'impressione che si stia facendo qualcosa. E che scompaiono dopo poco, senza lasciare traccia significativa, se non nel proliferare di normative che si accavallano in una giungla inestricabile.
Così sta succedendo per l'alcool. Si susseguono norme sempre più severe, che lasciano il tempo che trovano, ottenendo in alcuni casi effetti controproducenti. Come quello di rendere il consumo d'alcool più interessante per i giovani, proprio perchè praticamente illegale.
E a proposito di grida, dopo qualche minuto ho fermato la macchina per fare qualche foto. C'è una vecchia chiesa, un borgo, dalle parti di Castelnuovo Scrivia. Lo vedo da anni, e sempre mi riprometto di visitarlo. Ma, come spesso succede, per pura pigrizia ed incapacità organizzativa, il proposito rimane tale. Oggi ho deciso quanto meno di fare qualche foto. Ho fermato la macchina prudentemente in una piazzola di sosta, protetta dal guard rail. Ho acceso i lampeggianti, indossato il regolamente giubbetto fosforescente, ed ho fatto le foto che desideravo. Mentre tornavo all'auto ho visto che, dall'altra carreggiata, arrivava un tecnico dell'autostrada, diretto verso di me. Ha attraversato le carreggiate approfittando di un momento di pausa del traffico, e mi ha chiesto se avessi dei problemi. Ho spiegato che no, nessun problema, volevo solo fare delle foto. "Ecco, appunto. Lei non può fare foto. E' vietato fare foto in autostrada. A me non interessa, lo dico per lei. Perchè se passa una pattuglia le possono creare dei problemi. O anche se lo segnalano a me, allora devo intervenire. Non so spiegarle perchè, ma in autostrada non si possono fare foto".
Ecco, appunto, le grida.
Qualche solerte politico, qualche funzionario, chissà, ha deciso che fare foto in autostrada poteva violare chissà quale principio. Ed ecco che scatta veloce, infallibile, la nuova grida.
Sappiatelo.
Non si possono fare foto in autostrada.
Chissà nelle strade statali...
e in superstrada?
e nei viottoli di campagna?
e nei parcheggi?

Ah, dio mio, le grida....

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